rivista d'arte
Iscritta nel Pubblico Registro della Stampa
del Tribunale di Rimini: n° 11 del 24-05-2011
ISSN: 2239-0898






INDICE

Aracne#1/2012

Artisti fuori

EDITORIALE
di Sara Ugolini

Intervista a David Maclagan
di Marta Cannoni

INCONTRI
Alla ricerca di Pellegrino Vignali
di Egon Hassbecker e Barbara Schulz

Artisti outsider cercasi
di Chiara Delledonne

(NEW)
Costruttori di Babele in Veneto. Avventura di una corrispondente
di Giada Carraro

IN MOSTRA
Appunti su Capogiro
di Juan Carlos Ceci

(NEW)
Il Museo della Mente
di Pompeo Martelli

TANGENZE
Una concomitanza enigmatica
di Jean-Jacques Lebel

Topografie di Babele
di Gabriele Mina

ALTRI LINGUAGGI

(NEW - ottobre 2013)
Cartoline dal folclore contemporaneo: l'opera di Giulio Zani
di Sara Ugolini

(NEW)
Animali reali e immaginari. Il bestiario universale di Pasquale Filacchione
di Giulia Pettinari

Gli scritti manicomiali associati all’art brut: dalla forma-sintomo alla specificità
di Vincent Capt

OUTSIDERS: difformi e deformi d’ogni epoca e sorte
di Stefano Bianchi e Federico Savini

 

ALTRI LINGUAGGI

 

(NEW - ottobre 2013)

Cartoline dal folclore contemporaneo:
l'opera di Giulio Zani
di Sara Ugolini

Giulio Zani nasce a Paternò, in provincia di Catania, nel 1946. Nel 1975 si trasferisce a Gatteo, in Romagna. Lavora come operaio, un periodo come guardiano, coltivando parallelamente, da autodidatta, la pittura. Nel corso degli ottanta partecipa ad alcuni concorsi, a Piacenza, Cervia, Bologna, e riceve diversi riconoscimneti e segnalazioni, spesso inquadrato senna categoria "arte naif". In questa prima fase della sua ricerca pittorica il motivo autobiografico si alterna a tematiche tratte dai casi di cronaca e dalla politica ...

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Animali reali e immaginari. Il bestiario universale di Pasquale Filacchione
di Giulia Pettinari


Figura 1 Pasquale Filacchione, Il picchio gigante, 1990 “Dottor Algranati, ho fatto questo picchio gigante. Vive nelle varie foreste, col suo becco aguzzo e lunghissimo picchia di continuo sugli alberi, fa, con scatti brevissimi e corti, fa negli alberi un buco fino al suo infinito e poi vari piccolissimi buchi inverosimili che saltano in brevi attimi secondi dal suo becco fino alla sua grandiosità nel volo, nelle sue bellissime ali, nell’etere”.
Pasquale Filacchione descrive, con queste parole, la tecnica “martellante” del Picchio gigante, uno dei primi animali che ha rappresentato. Il disegno risale al 1990, periodo in cui iniziò a partecipare alle attività del laboratorio creativo, presente, da meno di un anno, all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma...

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Gli scritti manicomiali associati all’art brut: dalla forma-sintomo alla specificità
di Vincent Capt

Un problema chiamato follia
« Opere d’arte o documenti clinici?», « testi patologici o opere d’arte? » così si interrogano rispettivamente Béatrice Chemana-Steiner (2011: 159) e Anouck Cape (2011: 32) a proposito degli “écrits bruts” , cioè degli scritti asilari che oramai vengono comunemente associati all’art brut.
Molte delle opere collegabili al pensiero di Jean Dubuffet nel 1945 erano in un primo momento testi redatti da alcuni pazienti internati in asili psichiatrici (principalmente svizzeri e francesi). Vecchi scritti asilari che pongono oggi delle questioni perché non rientrano nei nostri schemi predefiniti di lettura, spesso chiusi. Per riformulare il problema: «documento clinico oppure opere d’arte» ?, dove la particella “oppure” articola due definizioni che convenzionalmente si escludono l’un l’altra. In sostanza, come un documento clinico può essere anche artistico o diventarlo del tutto? L’ipotesi che sosteniamo in questo articolo è la seguente: se alcuni scritti manicomiali sono stati trasferiti nel mondo dell’arte, non è a causa della follia del loro autore, come si è a lungo pensato, bensì in ragione della follia delle opere stesse, così come ce la fa cogliere il punto di vista della maniera (Dessons 2004 e 2010, in particolare)...

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OUTSIDERS: difformi e deformi d’ogni epoca e sorte
di Stefano Bianchi e Federico Savini

Questo testo ricalca l’introduzione pubblicata su Blow Up (#160, settembre 2011) alla serie di articoli dedicati all’outsider music che sono comparsi e tuttora trovano regolarmente spazio nella sezione “Outsiders” all’interno della rivista. Segue un contributo inedito di Federico Savini su una selezione di autori riconducibili al fenomeno.

L’idea, inutile dire, ci è venuta dopo la morte di Larry ‘Wild Man’ Fischer, lo scorso 16 giugno. Avevamo già compiuto un “Magical Hysteric Tour” esattamente 10 anni fa (BU#40 e #41), girando attorno alle marginalità dell’outsider music e segnalando una serie di dischi tra i più folli e assurdi della storia del rock. Adesso abbiamo deciso di tornare sulla scena del delitto con una serie di articoli non più basati su semplici recensioni ma sui ritratti di alcuni dei musicisti già presenti nel tour (oltre che, naturalmente, su altri): la filosofia di fondo che ci guiderà sarà simile ma non esattamente sovrapponibile, perché la follia e l’isteria non saranno le nostre uniche linee guida. Lo saranno invece la difformità e la deformità rispetto ai canoni correnti, l’eccezionalità degli eventi prodotti, il mancato calcolo oppure il calcolo ossessivo e maniacale sul/per il suono, gli estremi risultanti e/o gli estremismi che li motivano, la naturalezza e istintività dell’ispirazione oppure la sua indulgenza e la sua intellettuale soavità...

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