rivista d'arte
Iscritta nel Pubblico Registro della Stampa
del Tribunale di Rimini: n° 11 del 24-05-2011
ISSN: 2239-0898









INDICE
Aracne# 0/2011



SAGGI
Viaggio: fuga, scoperta o memoria?
di Emanuela Agnoli

Umbra, spectrum, speculum,
Le immagini sulla soglia

di Lorella Barlaam

Trittico
di Angela Catrani


L'analizzante come artista
di Luca Di Gregorio

Gli autoritratti di Helene Schjerfbeck
di Rosita Lappi

INTERVISTE
a cura di Lorella Barlaam

intorno ad Aracne
Isabella Bordoni

Tra il limite e il superamento, uno scatto
Silvia Camporesi

Io sono ciò che mi circonda
Dacia Manto

Assenza, più acuta presenza
Maurizio Giuseppucci

Io sono una stella
Melina Riccio intervistata da Gustavo Giacosa

SCHEDE DI LETTURA
Carla Lonzi, Autoritratto (R. L.)

RECENSIONI DI MOSTRE
Phopart, photurismo, digital art
di Enrico Casarini

Report... stage

di Eleonora Gessaroli

 
 
 

RECENSIONI DI MOSTRE

Phopart, photurismo, digital art
di Enrico Casarini

Questo testo nasce come canovaccio per la breve presentazione della mostra ospitata al Circolo Artistico di Bologna lo scorso febbraio: “Giocando con le immagini”, personale di Adolfo Garagnani. Gli spunti che avrei dovuto toccare erano diversi, ciascuno degno di una trattazione più approfondita: l’artista, alla sua prima mostra, ha superato gli ottant’anni, età alla quale difficilmente si ha il coraggio di “scoprirsi” artisti, preferendo magari la quiete di una pensione in cui coltivare – quasi di soppiatto, come fosse un’inconfessabile frivolezza – una qualche vecchia “passionaccia” artistica; Garagnani ha trovato la sua tecnica espressiva nella elaborazione dell’immagine digitale, producendo opere mai viste prima nelle sale del Circolo, l’istituzione artistica più antica di Bologna, con tutto ciò che comporta di onore e di ruggine...
Ma l’impresa andava fatta. Questo esordiente andava presentato e gli spazi del Circolo andavano “violati” e aperti al contemporaneo. Non al contemporaneo, ormai storico, degli anni Settanta, ma al contemporaneo del 2011. Un contemporaneo che, per altro, risulta comunque ancora difficile da afferrare, perché l’idea di “arte digitale” mantiene una sua clandestinità nella nostra vita quotidiana.

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Report... stage
dall'interno della galleria, uno sguardo su Rimini e l'arte contemporanea

di Eleonora Gessaroli

La decisione di effettuare uno stage nella galleria Percorsi Estravaganti è stata presa in un batter di ciglia. Ho conosciuto Rosita praticamente per caso e subito sono stata assorbita dal magnetico regno che riesce a ricreare nelle sue piccole ma preziose mostre. A me spettava semplicemente accogliere i visitatori che, prodi della propria curiosità, riuscivano a varcare la soglia della galleria per concedersi il piacere di osservare, e soprattutto di vivere, un’atmosfera altra, estranea alla quotidiana e rassicurante routine. Diventavo così la custode e la mediatrice di uno scrigno prezioso, carico di significati e riflessioni nuove e seducenti, che purtroppo però, si sono rivelati non facilmente accessibili. Tanti, forse troppi sono stati gli sguardi assenti posati sulla vetrina. Le persone che percorrevano la via non erano disposte a rallentare né tantomeno a entrare, per loro era sufficiente passare, posare furtivamente gli occhi e poi, come prese da una specie di impasse, se ne andavano alla stessa velocità con cui erano arrivate. Oltrepassavano restando immerse… o meglio, sommerse dai propri pensieri, senza cogliere quello che lo sguardo contemporaneo si riproponeva di offrire.

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