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rivista d'arte
Iscritta nel Pubblico Registro della Stampa
del Tribunale di Rimini: n° 11 del 24-05-2011
ISSN: 2239-089898






RUBRICHE

A volo d'Icaro
di Luca Di Gregorio
2013 / 2012

 

 
 

 

 

RUBRICHE:

Tapetum Lucidum,
la copertina di ARACNE

di Stefano Tonti

La cura dell'Arte / L'arte della cura
di Roberto Boccalon

Festina Lente
di Annamaria Bernucci

A volo d'Icaro
di Luca Di Gregorio

Cahiers du Festival
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Fotografia di settembre
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L'altra Germania
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L'incontro delle Arti
di Claudia Antonella Pastorino

Meraviglie
Storie di illustrazione

di Silvia Paccassoni

Messa a fuoco
di Remo Ceserani

Nuvole in viaggio
di Emanuela Agnoli

Transiti
AA.VV.

 


 


A VOLO D'ICARO
Rubrica di arte e psicoanalisi

di Luca Di Gregorio

Jacob Peter Gowy 1636

Che Minosse mi sbarri terra ed acqua
ma il cielo è pur sempre aperto: passeremo di lì.
Sarà padrone di tutto, ma non dell’aria!
Ovidio, Le metamorfosi - Libro VIII

Che cosa accomuna arte e psicoanalisi? Quali riflessioni la psicoanalisi ha da offrire al dibattito estetico? E, d’altra parte, che cosa può insegnare l’arte agli psicoanalisti e alla loro pratica clinica? Arte e psicoanalisi sono davvero due discipline così distanti tra loro come spesso ci appaiono o forse la diffidenza con la quale gli artisti hanno da sempre guardato alla creatura freudiana è giustificabile solamente in minima parte? Le risposte a questi interrogativi emergeranno approfondendo i temi indagati di volta in volta negli articoli di questa nuova rubrica, il cui principale sfondo teorico è rappresentato dal pensiero freudiano classico, da quello lacaniano e dalle loro declinazioni contemporanee. Tratteremo, per esempio, la difficile sopravvivenza dell’arte in una società dominata dall’evaporazione del Padre, dal tramonto del simbolico e dal discorso del capitalista; ci occuperemo del ruolo della sublimazione e della melanconia nell’arte, articolando il legame tra l’esperienza del lutto e la creazione artistica; affronteremo il tema della coazione a ripetere e del godimento in relazione alla ricerca spasmodica del ‘nuovo’ da parte degli artisti contemporanei e alla loro idiosincrasia per la tradizione; scruteremo l’arte del teatro con gli occhi dell’onnipotenza bambina…Scopriremo allora che queste due discipline, arte e psicoanalisi,  sono in realtà molto vicine: entrambe sono infatti due pratiche simboliche che hanno al loro centro l’uomo, la sua storia irripetibile, la sua sensibilità e la sua lingua più personale.

L’immagine che ispira il titolo di questa rubrica riassume in sé lo slancio insaziabile di chi vorrebbe giungere al di là dell’umano e il presagio mortifero che l’accompagna. Il volo di Icaro, così come quello dell’artista, è infatti un volo esposto a un doppio rischio: quello dello smarrimento e quello della caduta. Da una parte ci ricorda che non si può prescindere dal respiro dell’ideale, specialmente nella società contemporanea, animata da un bieco materialismo e dominata, anche nel mondo dell’arte, da un cinismo efferato. Ma dall’altra, ci mette in guardia di fronte al pericolo di una deriva celeste e dal peso schiacciante dell’ideale stesso. Per questo si rende necessario l’ammonimento paterno di volare a mezza altezza tra le acque del mare, la cui umidità avrebbe appesantito le piume di Icaro, ed il sole, il cui accecante calore avrebbe finito con il bruciarle. Non smarrirsi nello slancio siderale ma neppure rinunciare al proprio volo sono due istanze complementari e necessarie. In fondo, come diceva Heidegger, "crescere significa aprirsi all'ampiezza del cielo e insieme radicarsi nell'oscurità della terra".


Luca Di Gregorio è PhD student e Assistant Lecturer presso il Dipartimento di Italian Studies della University of Kent, in UK. Si è laureato in Estetica Contemporanea, con una tesi dal titolo “Le estetiche conflittuali: Nietzsche, Freud, Heidegger, Lacan”, presso il Dipartimento di Filosofia dell’Università di Bologna. Il suo principale interesse accademico è volto ad indagare la relazione tra psicoanalisi ed estetica, tema sul quale ha pubblicato articoli e traduzioni dall’inglese. La sua passione per l’arte, la letteratura ed il teatro si è sviluppata e approfondita non soltanto grazie allo studio teorico delle discipline artistiche ma soprattutto attraverso una lunga esperienza di attore di teatro e di organizzatore di eventi culturali.

 

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Luglio 2014

Intervista a Massimo Recalcati
Eredità, testimonianza e sacro nella pratica artistica


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Massimo Recalcati è uno tra gli psicoanalisti italiani più seguiti e prolifici degli ultimi anni. Le sue pubblicazioni stanno riscontrando un crescente interesse non soltanto da parte degli specialisti ma anche del vasto pubblico. Questo è dovuto sia allo stile lirico e limpido di Recalcati sia agli argomenti trattati nelle sue pubblicazioni, nelle quali si affrontano temi cruciali legati alla nostra  contemporaneità: i nuovi sintomi, il capitalismo ipermoderno, la genitorialità, il discorso politico e, recentemente, l’amore, il tradimento e il perdono...

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Luglio 2013

Il mio teatro.
Un tempio per l’onnipotenza bambina

Che cosa rimane dei lunghi millenni di un’infanzia? Che cosa sopravvive di quello stato persistente di oblio di sé e del mondo? Che ne è di quello smarrimento incantato? Che cosa resta di tutta la nostra onnipotenza bambina? Poco o nulla. Nel mio caso rimangono le rovine di una grande cattedrale che ha le sembianze di un teatro. L’arte del teatro rappresenta l’unica possibilità di vivere quelle tante vite il cui incessante rigoglio è soffocato nella quotidianità di un’esistenza. “Evadere! Trasfigurarsi! Diventare altri!” è ciò che afferma una delle eroine pirandelliane. La magia di ogni forma di teatro consiste nella possibilità di frantumare i vincoli del principium individuationis che ci limitano alle anguste coordinate del tempo e dello spazio, incatenandoci a un corpo, a un’età, a un sesso, a una lingua...

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Marzo 2013

Sisifo tra ripetizione e soggettivazione

Certamente non siamo noi a poter decidere della nostra venuta al mondo. Nessuno ha la possibilità di scegliere la famiglia, il paese o il momento storico nel quale poter nascere. Le infinite contingenze che troviamo già apparecchiate al nostro arrivo segneranno, nel bene o nel male, la nostra vita. Qualcosa ci precede sempre. Persino quel simbolo della nostra singolarità irripetibile, cioè il nome proprio, è già carico delle speranze di coloro che lo hanno scelto assai prima del nostro arrivo e a noi non rimarrà che indossarlo, più o meno comodamente.

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Dicembre 2012

Freud e il giovane poeta

Ricordo bene il giorno in cui, seduto sui banchi della V ginnasio durante l’ora di letteratura, si affrontò l’opera di Charles Baudelaire. Si parlò della missione del poeta, del suo difficile rapporto con la società moderna, del consacrare la vita al servizio dell’arte. Non appena si iniziarono a leggere i primi versi, il mio compagno di banco irruppe con un commento sarcastico: «I poeti sono dei poveracci!...

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Ottobre 2012

Il crepuscolo dell'arte nell'era ipermoderna

Nell’estate del 2011, quando la crisi economica prendeva un nuovo e oscuro corso senza accennare a placarsi, sui giornali apparve una notizia che, per quanto riferita ad una ipotesi azzardata o ad una eventualità improbabile, era comunque sconvolgente: la Grecia avrebbe valutato se mettere o no all’asta il Partenone. Il tempio ateniese, per millenni simbolo della koinè di valori etici ed estetici di una civiltà, che si ritrovava in uno stato di semiabbandono e di ristrutturazione perpetua, era vittima, suo malgrado, della crisi economica del proprio paese e dell’intero mondo occidentale...

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