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rivista d'arte
Iscritta nel Pubblico Registro della Stampa
del Tribunale di Rimini: n° 11 del 24-05-2011
ISSN: 2239-089898






Intorno all'origine
di Rosita Lappi

Presentazione


2018 - 2017 - 2016 - 2015

 

#6 - Vincent Van Gogh. Stelle dall'abisso

#5 - Disegnare il mondo

# 4 - CARAN d’ACHE

# 3 - Plasmare. Il calco e le mani

# 2 - Al centro, l'origine

# 1 - Aracne




 


 


 

 

 

 

 

RUBRICHE:

Tapetum Lucidum,
la copertina di ARACNE

di Stefano Tonti

La cura dell'Arte / L'arte della cura
di Roberto Boccalon

Festina Lente
di Annamaria Bernucci

A volo d'Icaro
di Luca Di Gregorio

Cahiers du Festival
di Angela Catrani

Fotografia di settembre
di Marcello Tosi

Kriptonite
di Maria Virginia Cardi

Intorno all'origine
di Rosita Lappi

L'altra Germania
di Tilde Giani Gallino

L'incontro delle Arti
di Claudia Antonella Pastorino

Meraviglie
Storie di illustrazione

di Silvia Paccassoni

Messa a fuoco
di Remo Ceserani

Nuvole in viaggio
di Emanuela Agnoli

Transiti
AA.VV.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTORNO ALL'ORIGINE
Rubrica a cura di Rosita Lappi

PRESENTAZIONE

Orme del suo creatore, sigillo di identità, le forme artistiche prendono vita dalla fucina dell’origine e offrono nuove inedite visioni del mondo in cui l’essere umano può specchiarsi e riflettere. Questo mitico e archetipico luogo è una immersione in sé stessi, regressione profonda, luogo dell’ancestrale, del magmatico originario, della rii-generazione.
L’aforisma perfetto di Karl Kraus “L’origine è la meta”, indica la tensione del divenire, come una vertigine di vissuti e di segni in continuo movimento, come la risacca del mare. Come spuma, impregna il linguaggio artistico fornendo le energie di nuova generatività, lo slancio vitale di un modo originale di sentire e creare, insieme al riaffiorare di rovine, ferite, dolori congelati, inespressi.
Partendo da queste premesse, l’autore propone osservazioni, riflessioni e spunti clinici, tra arte e psicoanalisi.

ROSITA LAPPI è psicoterapeuta e psicoanalista, socio Ordinario con funzioni di training della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica (S.I.P.P.), di cui è stata Segretario scientifico. È docente dell'Istituto di Specializzazione Universitaria S.I.P.P. in psicoterapia psicoanalitica. E' membro dell'International Association for Art and Psychology (I.A.A.P.). Ha pubblicato numerosi saggi di psicoanalisi e arte su riviste specialistiche. Nel 2009 ha fondato l'Associazione culturale Percorsi Estravaganti, con cui ha curato diversi eventi culturali e progetti artistici. Nel contesto di queste attività ha creato nel 2011 ARACNE rivista d'arte on line (www.aracne-rivista.it).
rosita.lappi@icloud.com

 

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notte stellata van gogh

Intorno all’origine #6

Vincent Van Gogh. Stelle dall’abisso
di Rosita Lappi

«Scendere in una miniera è una sensazione molto sgradevole. Si scende in una specie di cesta o gabbia, come un secchio nel pozzo; ma qui si tratta di un pozzo profondo 500-700 metri, così che quando si guarda in alto dal fondo, la luce del giorno ha le dimensioni di una stella nel cielo […] I minatori vi sono abituati e tuttavia non riescono mai a vincere un giustificato senso di paura e di orrore»

Il brano citato compare in una lettera di Vincent Van Gogh del mese di aprile 1879, inviata al fratello Theo dal distretto minerario belga del Borinage, dove si dedica a evangelizzare e curare i minatori e le loro famiglie, povero lui stesso tra i più derelitti.

scendere in mineira


Con stupore ed emozione, cercando notizie sull’attività mineraria del Borinage, trovo una fotografia con una immagine perfettamente aderente alla descrizione di Van Gogh. Sappiamo da testimonianze dei minatori – molti italiani  lavorarono in quelle miniere e tanti vi perirono – che la  discesa poteva essere vorticosa, il filo oscillare come un pendolo e la cesta girare in tondo; la discesa doveva essere corretta da contrappesi e tiranti che ne regolassero la stabilità. Il racconto di Vincent sembra riflettere ciò che era per lui la scrittura, una discesa nell’abisso di sé stesso, un vorticoso movimento di conoscenza di sé, regolato da tiranti e contrappesi per contenere la spirale della sua stessa vita e l’eccitazione ardente della sua ricerca artistica. Theo gli aveva fornito il contenimento necessario per immergersi e risalire, ogni volta, dal baratro. . . .

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bimbi

Intorno all'origine # 5

Disegnare il mondo
di Rosita Lappi


“Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto”
(Jorge Luis Borges,  L'artefice)

Come un richiamo lanciato nel silenzio di una superficie scabra, il disegno raccoglie altre voci che vibrano di idee e si aggregano generando una sinfonia di segni e tracce. Dominando l'informe prima stesura, ne genera la struttura, le possibili linee di sviluppo e le derive inconsapevoli.

Il gesto è genuino e sofisticato, contenendo nelle sue linee potenzialità che aprono allo sguardo mondi rivelati. Da quelle tracce l’idea primigenia si svilupperà fino a divenire un ritratto, un paesaggio, un abito, una macchina, un ponte, un grattacielo, la linea di una melodia.
Disegnare è ricordare, fissare, memorizzare nel proprio idioma espressivo per appropriarsi della conoscenza e organizzarne i collegamenti. . . .

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Intorno all'origine # 4

CARAN d’ACHE
di Rosita Lappi

 

matite colorate

 

     Un muro scrostato, la superficie grigia, scabra, l’intonaco disseccato che cade a pezzi e impolvera la pianta di rosmarino, il caldo di una giornata afosa, il suo corto respiro asmatico. Anna ricorda, tormentata da una sofferenza psichica trattenuta e abnorme rispetto al fatto, in sé persino banale, e nel ricordare ritrova le rovine in cui è malamente sopravvissuta.
Anna ricorda. Ha forse nove, dieci anni, per il suo compleanno riceve in regalo una meravigliosa scatola contenente 36 matite colorate marca CARAN d’ACHE. Matite superlative rispetto alle sei matitine Giotto che vendono sotto casa. Le perderà il giorno stesso. ..

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Intorno all'origine # 3

Plasmare. Il calco e le mani
di Rosita Lappi

profilo di donna

“Le mie mani lavorano inizialmente guidate dagli elementi sacri che accompagnano una liturgia che viene eseguita “senza pensare”: l’olio, il gesso l’acqua e la temperatura corporea, mia e del soggetto/oggetto.
Quando tocco la pelle, scivolandole sopra con il velo d’olio, osservo il suo colore, il fototipo.
Siamo incredibilmente tutti così diversi, e davvero la pelle è il nostro organo più esteso, il più esposto.”

Nel lavoro di Paola Michela Mineo, il processo creativo da cui prendono forma le sue opere mostra la natura complessa dell’esperienza relazionale dal potente approccio emotivo, definibile fin da subito come un’arte multisensoriale. Con tocco sapiente le mani dell’artista lavorano garze e gesso con una tecnica essenziale e rituale, plasmando il corpo nudo. Il calco-scultura ne trattiene la forma e sembra dotarsi di una propria vita autonoma e spirituale, bianco, leggero, senza materia e densità, una rêverie visiva dell’origine, una vela che si gonfia e si libra, che respira. Opere di una bellezza antica, cesellate e illuminate dalla loro natura di impronta, matrice non destinata alle copie divenendo essa stessa opera originaria.
Come la maschera degli antichi, il calco condensa il dramma dell’identità umana in forme elementari, un simulacro più reale che estetico, ancora pieno della sua potenza espressiva...

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Intorno all'origine # 2

Al centro, l'origine
di Rosita Lappi

un occhio al centro di un vortice

 

Mesi fa ebbi modo di ammirare una grande tela di William Kentridge disegnata a carboncino; raffigurava un paesaggio arido impregnato di colori terrosi, terribile e maestoso, gravato di materia. Tra le sterpaglie e le strade sterrate di una miniera a cielo aperto si ergevano alcuni tralicci. Era un lavoro sporco, sgradevole e magnetico, che insieme catturava e respingeva. A terra, un sottile strato di polvere nera calpestato da impronte imbrattava il pavimento, dando la sensazione di essere dentro il paesaggio. L’arte opera la trasformazione del reale impastando insieme i suoi residui, le sue ceneri, i suoi materiali, non importa se sporchi di dolore o fulgidi di luminosa bellezza. L’arte recupera l’origine di infinite memorie vissute, rinarrandole.
William Kentridge è uno dei più grandi artisti contemporanei, poliedrico pittore, scultore e sperimentatore di linguaggi visuali. Tutta la sua produzione e in particolare i lavori video e le scenografie per il teatro hanno questa tipica densità di scavo terroso, radicati nella storia e nei problemi del suo paese, il Sudafrica...

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Intorno all'origine # 1

Aracne
di Rosita Lappi

 

Aracne dipinta dal Veronese

 

Innanzitutto il Mito.  Che narra cose che mai avvennero e sempre saranno (Sallustio). Che colloca le vicende di ogni giorno in una cornice di senso, illuminandole.

Due donne, Athena dea grande e potente e Aracne giovane tessitrice. La sfida insolente della fanciulla alla dea, la gara, due tele, un lavoro alacre e geniale sulla trama e l’ordito della tessitura, due meravigliosi arazzi che si contendono la palma. Due narrazioni prendono forma, l’agiografico trionfo degli dei, nell’opera di Athena, diventa nella tela rivale mirabilmente tessuta, una ironica rappresentazione dei loro ridicoli intrallazzi divini. Athena si adira, ferita dallo sprezzo di Aracne e dalla superiorità della fanciulla, non vuol stare nella sua ombra. Distrugge l’opera della rivale e la colpisce con violenza...

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