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rivista d'arte
Iscritta nel Pubblico Registro della Stampa
del Tribunale di Rimini: n° 11 del 24-05-2011
ISSN: 2239-089898







NUVOLE IN VIAGGIO

di Emanuela Agnoli

2018 / 2015 / 2014 / 2013



#5 . La trasparenza: fine o mezzo?

#4 - Il senso dell’abitare. Una casa, e non solo. Abitarsi

#3 - Con ago e filo: tessere, cucire, ricamare, unire…

#2 - Precari equilibri: sculture sospese o della leggerezza


#1 - Parole, parole, parole ...

 


 


 

 

 

RUBRICHE:

Il tempo delle figure.
400 anni di Biblioteca Civica Gambalunga

a cura di Silvia Paccassoni

Tapetum Lucidum,
la copertina di ARACNE

di Stefano Tonti

Meraviglie
Storie di illustrazione

di Silvia Paccassoni

La cura dell'Arte / L'arte della cura
di Roberto Boccalon

Intorno all'origine
di Rosita Lappi

Transiti
Autori vari

L'incontro delle Arti
di Claudia Antonella Pastorino

Festina Lente
di Annamaria Bernucci

A volo d'Icaro
di Luca Di Gregorio

Cahiers du Festival
di Angela Catrani

Fotografia di settembre
di Marcello Tosi

Kriptonite
di Maria Virginia Cardi

L'altra Germania
di Tilde Giani Gallino

Nuvole in viaggio
di Emanuela Agnoli

Messa a fuoco
di Remo Ceserani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NUVOLE IN VIAGGIO

Rubrica di Emanuela Agnoli

Pensieri, spunti ed emozioni su arte contemporanea e dintorni.
Attimi, equilibri precari, realtà fluide: da cogliere e fissare.
La rubrica non avrà né una cadenza fissa né una rigidità di ampiezza; come le nuvole, appunto, ora dense, fitte, ora lievi e rarefatte.

Emanuela Agnoli. Nata a Bologna nel 1971, si laurea in Filosofia, con indirizzo Estetico, all’Università di Bologna. Dopo l’esperienza alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, collabora con il Settore Cultura del Comune (prima all’Ufficio Giovani Artisti, poi a Bologna 2000, Città Europea della Cultura), dove cura cataloghi, prodotti editoriali e i contenuti del sito web di “Bologna2000”.
Giornalista pubblicista, da oltre vent’anni si occupa di arte contemporanea, scrivendo per quotidiani, periodici di settore e testi critici per cataloghi.
Presso la casa editrice FMR, responsabile della rivista “EIKON -
I temi e le idee dell’arte”, assistente alla direzione scientifica, dal 2001 matura un’esperienza nel settore comunicazione, ufficio stampa e PR.
Dal 2010 è curatrice di mostre. Nel gennaio 2013 è ideatrice e curatrice del progetto “L’Ombra di Lucio” dell’artista Mario Martinelli (Bologna, Piazza de’ Celestini, “Incontro con l’ombra”, Art White Night).
È tra i fondatori dell’Associazione non profit Grisù, per cui cura per 4 anni comunicazione e ufficio stampa di “Spazio Grisù”, ex Caserma dei Vigili del Fuoco di Ferrara, la prima Factory della creatività in Emilia-Romagna.
Da aprile 2014 fa parte del Centro Studi Giorgio Morandi.
Da agosto 2013, come libera professionista, cura l’ufficio stampa di eventi e mostre di arte contemporanea, oltre alle edizioni 2016 e 2017 della manifestazione internazionale “Bologna Design Week”. 

 

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Nuvole in viaggio #5
La trasparenza: fine o mezzo?

clessidra

“Poiché né l’involucro né l’oggetto velato è il bello, ma l’oggetto nel suo involucro […]
Poiché non si può definire altrimenti quell’oggetto a cui l’involucro è in definitiva essenziale.
Poiché solo il bello, e nulla fuori di esso, può essere essenziale velando e restando velato,
nel segreto è il fondamento divino della bellezza”
                   (Walter Benjamin)

Una riflessione sulla trasparenza – termine oggi abusato e invocato soprattutto in relazione alla politica, alla giustizia, all’economia e alla libertà d’informazione – e sul concetto che ne deriva, inserito in un contesto come quello della società cosiddetta “post privacy”, in cui si esige spesso una   rinuncia alla sfera privata, in nome di una presunta comunicazione cristallina.
La trasparenza è un valore in sé? Oppure: lo è stata, oggi non lo è più e va “maneggiata con cura”?
Secondo il filosofo coreano Byung-Chul Han, la trasparenza è la più forte delle mitologie contemporanee: l’ideale della trasparenza è un concetto illusorio, un concetto che si trova già in Eraclito, poi in Sant’Agostino, e ancora in Freud; ma l’uomo non è mai trasparente a se stesso. . . . .

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Nuvole in viaggio #4
Il senso dell’abitare. Una casa, e non solo. Abitarsi

scultura

«… Questo credo io piuttosto. La misura umana è tutta qui.
Pieno di merito, ma poeticamente, abita l’uomo su questa terra.
Ma l’ombra della notte con le stelle non è più pura, se così posso dire,
dell’uomo che si chiama immagine del Divino

(Friedrich Hölderlin)

Abitare non significa occupare uno spazio, invaderlo con il proprio corpo. È qualcosa di più, è un fatto intimo, che comporta l’attaccamento a qualcosa che ci rappresenta, qualcosa che è per noi un approdo e una tana; per questo l’abitare ha a che fare con l’anima, con la ricerca di sé.
Simbolo ancestrale di porto, rifugio, riparo, la casa è per molti una conquista, un nido che avvolge e protegge, ma può anche essere un miraggio. Essa è luogo per eccellenza dell’identità personale. Per questo prendersi cura della casa è, in fondo, un prendersi cura di sé. . . .

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Nuvole in viaggio #3
Con ago e filo: tessere, cucire, ricamare, unire…

un libro tessuto

«… Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze.
Il punto della formica nell’erba.
L’erba cucita alla terra.
Il disegno dell’onda in cui s’infila un fuscello.
Si dà il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un’ombra,
non un’altra, non d’un altro, ma solo sua.
A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che è importante
sia più importante di ciò che non lo è.»

(Wis?awa Szymborska)

Il verbo “tessere” deriva dal latino e significa “intrecciare al telaio i fili della trama con quelli dell’ordito, per fare una tela o altro tessuto”, ma anche comporre, come il ragno che tesse la sua tela e, in senso figurato, inventare: tessere un discorso, ma anche le lodi. Trame di un tessuto e di un racconto; fili di un ricamo e della memoria; intrecci di storie, reti di relazioni, legàmi, lacci e nodi che congiungono. Pezzi di vita tenuti insieme, a volte a stento, imposti, con aghi e spilli che, come le spine, trafiggono...

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Nuvole in viaggio #2
Precari equilibri: sculture sospese o della leggerezza


mobile leggero aereo


Viviamo sospesi. Sospesi in un clima di incertezza generale, economica, professionale, culturale. Una condizione di precarietà, che non riguarda soltanto i giovani, ma tutti.
Respiriamo questo clima esistenziale, in cui tutti siamo, in qualche modo, equilibristi dell’attesa. In attesa di una chiamata, di una lettera, di una e-mail, di un sms; comunque di una risposta, che spesso tarda o, peggio, non arriva.
L’attesa comporta coraggio, stabilità, equilibrio. Equilibristi della pazienza anche, allora, pazienza che non è infinita…
Sospeso, dal latino “suspensus”, significa attaccato in alto, elevato da terra, ma anche dubbioso, incerto, inquieto...

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Nuvole in viaggio #1
Parole, parole, parole…

un cancello nella nebbia


Nuvole passeggere, ora dense, ora lievi, che nascondono o rivelano. Questo sono le parole.
Osservare il cammino delle nuvole è come mettersi in ascolto delle cose, sentirle, toccarle, assaporarle, amarle.
E invece le parole pretendono di definire e delimitare. Come ha scritto Celati, “pretendono di regolare i conti con quello che succede là fuori, di descriverlo e definirlo. Ma là fuori tutto si svolge non in questo o in quel modo, c’entra poco con ciò che dicono le parole”.
Ogni volta che osserviamo qualcosa dovremmo liberarci dai codici familiari che ci portiamo appresso; per farlo è necessario andare alla deriva, in mezzo a tutto ciò che non si comprende, arrivare a una foce, in cui sentirsi smarriti...

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