rivista d'arte
Iscritta nel Pubblico Registro della Stampa
del Tribunale di Rimini: n° 11 del 24-05-2011
ISSN: 2239-0898






INDICE

Aracne#1/2012

Artisti fuori

EDITORIALE
di Sara Ugolini

Intervista a David Maclagan
di Marta Cannoni

INCONTRI
Alla ricerca di Pellegrino Vignali
di Egon Hassbecker e Barbara Schulz

Artisti outsider cercasi
di Chiara Delledonne

(NEW)
Costruttori di Babele in Veneto. Avventura di una corrispondente
di Giada Carraro

IN MOSTRA
Appunti su Capogiro
di Juan Carlos Ceci

(NEW)
Il Museo della Mente
di Pompeo Martelli

TANGENZE
Una concomitanza enigmatica
di Jean-Jacques Lebel

Topografie di Babele
di Gabriele Mina

ALTRI LINGUAGGI

(NEW - ottobre 2013)
Cartoline dal folclore contemporaneo: l'opera di Giulio Zani
di Sara Ugolini

(NEW)
Animali reali e immaginari. Il bestiario universale di Pasquale Filacchione
di Giulia Pettinari

Gli scritti manicomiali associati all’art brut: dalla forma-sintomo alla specificità
di Vincent Capt

OUTSIDERS: difformi e deformi d’ogni epoca e sorte
di Stefano Bianchi e Federico Savini

 

TANGENZE

Una concomitanza enigmatica
di Jean-Jacques Lebel

Il testo è pubblicato nel catalogo della mostra 1917, curata da Laurent LeBon e Claire Garnier, in corso fino al 24 settembre 2012 presso il Centre Pompidou–Metz in Lorena .

Les Canons membres génitaux
Engrossent l’amoureuse terre
Le temps est aux instincts bestiaux
Pareille à l’amour est la guerre
GUILLAUME APOLLINAIRE

È giunta l’ora di fare l’elogio di un’artista completamente dimenticato la cui identità resta sconosciuta, ma il cui lavoro si rivela degno della nostra ammirazione. L’ho scoperto su Le Miroir, un settimanale illustrato dedicato ai reportages fotografici della Prima Guerra Mondiale, che nel 1917 gli ha dedicato un’intera pagina. L’immagine che ci è giunta, di questo personaggio senza nome, lo mostra in uniforme, la bustina sulla testa e il mozzicone di sigaretta appiccicato alle labbra, in piedi tra due alberi accanto all’officina che aveva costruito in mezzo al bosco. Delle piastre di metallo e degli attrezzi sono sparsi a terra, ai suoi piedi. Su un filo teso, tra due tronchi, pendono due violini e un archetto. Questo bricoleur anonimo, che riconosciamo immediatamente come un collega, è stato fotografato mentre lucida, con quello che sembra essere un pezzo di carta vetrata, la cassa del violino. Lo scritto che accompagna questo documento ha una sua importanza dato che ci fa capire – senza molte precisazione visto che il controllo militare vigila – che la scena si svolge effettivamente nel 1917 a poca distanza dal fronte: «Bossoli di granata trasformati in violini. Questo strano liutaio è installato a pochi chilometri dal fronte».
La leggenda ci dice che effettivamente alcuni combattenti fabbricavano ingegnosamente degli strumenti musicali: «scatole di conserva, vecchi bidoni di benzina, gamelle tedesche si trasformavano in mandolini, chitarre, manici di scopa diventavano manici di banjo. Ecco un soldato che, nei suoi momenti di libertà, fabbrica dei perfetti violini di rame con i bossoli di granata».

 

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Topografie di Babele
di Gabriele Mina

Chi sono i «costruttori di Babele»? Sono artisti autodidatti, irregolari, che hanno consacrato decenni della loro vita alla realizzazione di un proprio universo immaginario. Muratori, operai, ferrovieri che vivono nei loro piccoli paesi d’origine, autodidatti in campo artistico: costruiscono per lo più intorno o sopra le loro case, senza un progetto scritto, senza ricavi economici. Utilizzano materiali di recupero per creare strutture, sculture e mosaici, realizzano assemblaggi, accumulazioni scenografiche, architetture stravaganti e colorate. Sono tratteggiati come personaggi insoliti, suscitano indifferenza e fastidi: non hanno discepoli e, dopo la loro morte, le loro creazioni rischiano di scomparire. Per tre anni, come antropologo, ho inseguito per tutta l’Italia gl’indizi frammentari che mi hanno portato a conoscere le imprese originali di questi «ispirati al bordo della strada» e «muratori dell’immaginario». Il progetto di ricerca si è fra l’altro concretizzato in un sito (www.costruttoridibabele.net) e in un libro a più voci che racconta e analizza, per la prima volta nel nostro paese, queste vicende: Costruttori di Babele. Sulle tracce di architetture fantastiche e universi irregolari in Italia (elèuthera 2011), da cui qui traggo una parte dedicata a un particolare rapporto con lo spazio sacro.

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